L’equilibrio dello Shaolin tra Oriente e Occidente
Il Kung-fu Shaolin non è solo una delle più antiche arti marziali cinesi, ma una disciplina che insegna a trasformare le avversità in opportunità. Lo sa bene Pietro Biasucci, campione di Borbiago e maestro di questa specialità, che ha recentemente vissuto sulla propria pelle il paradosso dell’ideogramma buddista della fortuna: per trovare l’armonia, bisogna saper “raddrizzare” con la mente e con il corpo le situazioni sfavorevoli.
Dopo essere rientrato dalla Cina lo scorso settembre, Biasucci ha dovuto affrontare gravi problemi fisici che rischiavano di compromettere la sua carriera e l’insegnamento. A differenza di sport mediaticamente sovraesposti come il calcio — dove atleti come Totti possono contare su recuperi lampo grazie a investimenti massicci — chi pratica le arti marziali cinesi in Italia si scontra spesso con la carenza di fondi e visibilità.
Tuttavia, grazie alla sinergia con professionisti d’eccellenza come il preparatore Mario Del Giudice, il fisiatra Marino Baldo e il massaggiatore Gianluca Ruzza, il campione è riuscito a recuperare la forma fisica seguendo i precetti di forza e resilienza tipici dello Shaolin.
Ora lo sguardo è rivolto a ottobre: Biasucci rappresenterà l’Italia al Secondo Festival Internazionale di Shaolin Wushu a Zhengzhou, proprio in Cina. Un appuntamento cruciale che vede il maestro impegnato in una preparazione serrata, con l’obiettivo di consolidare quel ponte culturale tra Oriente e Occidente che la sua disciplina rappresenta.