Pietro Biasucci: Il Maestro di Mira che ha visto l’Olimpiade dal cuore di Shaolin
MIRA. Mentre la Cina celebrava i fasti delle Olimpiadi a Pechino, il maestro mirese Pietro Biasucci si trovava nel leggendario Monastero di Shaolin, vivendo un’esperienza storica legata alle arti marziali cinesi. Durante il suo soggiorno (28 luglio – 28 agosto), Biasucci è stato ordinato Monaco Guerriero Civile della 34ª generazione con il nome di Shi Yan Deng, ottenendo inoltre il grado di 5° dan, un riconoscimento mai raggiunto prima da un maestro europeo.
Le ombre dei Giochi
Nonostante i 1500 km di distanza dalla capitale, il clima olimpico era onnipresente a Zhengzhou. Biasucci racconta di una Cina sotto un costante “martellamento mediatico”, dove il governo ha utilizzato l’evento per proiettare un’immagine di perfezione, nascondendo però le profonde contraddizioni sociali. “Le condizioni di vita della popolazione non sono cambiate”, spiega il maestro, evidenziando il contrasto tra quartieri modernissimi e zone di estrema povertà.
Tradizione vs Metodo Olimpico
Il maestro critica inoltre l’approccio sportivo governativo: pur ispirandosi alle discipline millenarie delle arti marziali cinesi, le federazioni hanno imposto ritmi estenuanti, snaturando la filosofia originale di Shaolin per il solo fine di superare gli USA nel medagliere. Il legame tra il Veneto e la Cina continuerà comunque a febbraio, con il ritorno dei monaci per una serie di eventi già in fase di organizzazione.